Vaporizzazione cannabis: manuale per l’uso

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Qualcuno di voi si ricorderà di figure pubbliche che hanno menzionato di aver “provato la cannabis, ma di non averla inalata.” Certe frasi politicamente corrette possono sembrare dubbiose, se non ridicole, ma tali affermazioni possono fornire lo spunto per una domanda più interessante: si può inalare la cannabis senza fumare?NUK-the-culture-high-MEME

La maggioranza delle persone fa le prime esperienze con la cannabis fumando. E’ un metodo antico per il consumo di questa pianta, utilizzato per migliaia di anni (1).

Ciononostante, negli ultimi anni si è vista una crescita di popolarità nei vaporizzatori, poiché offrono numerosi vantaggi sia per i consumatori ricreazionali, che, specialmente, per gli utenti della cannabis medicinale.

vaporizzatori sono dispositivi che hanno la capacità di riscaldare il materiale vegetale senza bruciarlo. Le tecniche utilizzate per ottenere questo obiettivo sono o via riscaldamento della camera adibita al contenimento del materiale vegetale, o riscaldando l’aria che passa attraverso il materiale vegetale.

Le diverse sostanze contenute nella cannabis hanno differenti temperature di evaporazione; solo con il raggiungimento di ciascun punto di evaporazione, i costituenti della cannabis vengono rilasciati, permettendone l’inalazione.

Quali sono i vantaggi della vaporizzazione?

1) Vaporizzare: temperature inferiori, meno sottoprodotti tossici

A seconda di modello e prezzo, i vaporizzatori possono avere uno, pochi o differenti impostazioni di temperatura. 

I modelli con la selezione manuale di temperatura di solito hanno una gamma dai 40° C fino ai 230° C.

Intorno a questa temperatura (230° C) è possibile che inizi il processo di combustione, quindi solitamente questa è la temperatura massima raggiunta dai vaporizzatori.

Il THC inizia ad evaporare a temperature di appena 140° C ed evapora quasi interamente ai 185°. (2)

Al contrario, le temperature che si raggiungono mentre si fuma sono ben maggiori: 900° C durante un tiro ed intorno ai 400° C tra un tiro e l’altro. (3) Queste alte temperature generano una grande quantità di sottoprodotti tossici ed irritanti che dovrebbero essere evitati. Sono proprio le basse temperature e la mancanza di pirolisi a rendere la vaporizzazione un’efficiente e salutare forma di assunzione di Cannabis. (4, 5)

Nel 2004  gli autori del Journal of Cannabis Therapeutics concludevano che l’assunzione di THC attraverso l’uso di un vaporizzatore fosse considerata una via più “pulita” e sana per l’organismo, rispetto alla comune somministrazione attraverso sigarette, potendo dunque veicolare gli effetti terapeutici di questa pianta in maniera più efficiente. (4)

Vaporizzare: migliore efficienza, dosi minori, maggior risparmio

La vaporizzazione permette al consumatore di utilizzare gli stessi fiori di cannabis per più di una volta, poiché questi non vengono bruciati e ridotti in cenere dalla combustione. Per questa ragione, al raggiungimento della dose necessaria di assunzione, la stessa cannabis può essere riutilizzata per una sessione successiva.

Ad esempio, dato che alcuni cannabinoidi potrebbero essere ancora presenti nel materiale vaporizzato, alcune persone impiegano tali fiori per produrre l’olio di cannabis. Niente viene sprecato!

A parità di effetti, l’utilizzo del vaporizzatore diminuisce il quantitativo necessario di materiale vegetale. Con la vaporizzazione si possono ottenere gli stessi effetti benefici dati dall’atto del fumare, ma con il vantaggio di utilizzare dosi inferiori. Questo è ciò che rende la vaporizzazione una forma di assunzione più leggera per il portafoglio del consumatore.

Vaporizzazione: rapida insorgenza degli effetti e dosaggi affidabili

Come succede fumando, gli effetti della vaporizzazione sono praticamente istantanei dato che i costituenti della cannabis vengono assorbiti rapidamente nel sangue attraverso i polmoni, raggiungendo i livelli massimi nel plasma in soli pochi minuti. (6)

Questo meccanismo è particolarmente vantaggioso per pazienti che cercano un sollievo immediato dai sintomi di una patologia.

Se compariamo la vaporizzazione con la somministrazione orale di cannabis (es: estratti o prodotti edibili), la titolazione o dosaggio è più semplice. L’utente può infatti fermarsi non appena nota il raggiungimento della dose cercata.

Questo permette di evitare l’”effetto di primo passaggio del metabolismo”, ovvero quelle reazioni metaboliche che avvengono nel fegato sul sangue proveniente dal tratto gastrointestinale. Questo succede con tutte le medicine che ingeriamo, inclusa la cannabis, ed è associato ad un’insorgenza più lenta degli effetti.

Tale passaggio metabolico può essere pericoloso per i pazienti che cercano un sollievo da dolori acuti, spasmi o altri sintomi che richiedono un intervento veloce, con il rischio di sovraddosare la terapia prima che abbia fatto effetto.

Vaporizzazione: miglioramento della funzione polmonare

Studi sugli utilizzatori di vaporizzatori hanno dimostrato come questa via di somministrazione sia efficace nel diminuire la sintomatologia respiratoria. Si sono rinvenuti miglioramenti in una popolazione di pazienti asmatici che, dopo avere iniziato l’inalazione di cannabis con vaporizzatore, hanno visto decadere la necessità di utilizzare gli inalatori che solitamente vengono prescritti.

Questo a conferma di tutti gli studi che hanno dimostrato come la cannabis abbia importanti effetti broncodilatatori.

L’uso di vaporizzatori si è dimostrato efficace nel ridurre tosse, catarro e senso di oppressione al petto (7) ed ha dimostrato incidere sui valori di funzionalità respiratoria in senso migliorativo in meno di un mese. (8)

Vaporizzazione: niente fumo, niente odore

Uno degli aspetti pratici dei vaporizzatori è che questi non producono fumo e praticamente nessun odore. Questo ne permette l’utilizzo anche in luoghi dove fumare è vietato.

Vaporizzazione: sapore eccellente

La prima cosa che i consumatori notano alla prima vaporizzazione è un piacevolissimo gusto.

Le differenze tra il fumare ed il vaporizzare a livello gustativo sono incredibili. La vaporizzazione permette infatti di apprezzare sapori e profumi di diverse varietà di cannabis. (9)  Il sapore della cannabis è dovuto alla presenza di terpeni, molecole volatili responsabili dei caratteristici odori di fiori e frutti in natura.

Sono più di 150 i terpeni presenti nella cannabis che, oltre a conferire ad ogni pianta un gusto caratteristico, veicolano una serie di proprietà terapeutiche.

Scopri cosa sono i terpeni e qual è la loro importanza e funzione qui.

http://herbeks.si/

Cananbionid (red), terpene (black) and flavonoid (green) boiling points

Scegliere un vaporizzatore

Oggigiorno si possono incontrare varie marche e modelli di vaporizzatori, e scegliere il vaporizzatore giusto può essere un processo lungo e scoraggiante. A seguire, Nature Going Smart fornisce una serie di consigli che possono facilitare il processo di scelta all’utente:

1) Conduzione o convezione?

Nel caso di un vaporizzatore, il termine conduzione sta a significare che il materiale vegetale viene inserito in una camera di riscaldamento e portato ad alte temperature. La materia vegetale è in contatto diretta con la camera di riscaldamento e, con l’aumento della temperatura, cannabinoidi e terpeni iniziano ad evaporare.

Nel secondo caso invece, cannabinoidi e terpeni vengono rilasciati attraverso il passaggio di aria calda attraverso la materia vegetale. Nei vaporizzatori a convezione l’elemento riscaldante è posizionato al di fuori della camera di riscaldamento. Questo permette alla materia vegetale di evitare il contatto diretto con la fonte di calore.

Entrambi i metodi presentano vantaggi e svantaggi e sul mercato di possono incontrare vaporizzatori ibridi conduzione/convenzione.

2) Dispositivi fissi o portatili?

Per prima cosa bisogna decidere se si desidera una vaporizzatore fisso o portatile.

Un vaporizzatore portatile è più pratico dato che può essere portato ed utilizzato in maniera discreta praticamente ovunque.

Generalmente, i dispositivi fissi sono più efficienti perché non sono limitati da dimensioni ridotte ma un recente studio ha dimostrato come alcuni dispositivi portatili sono efficienti quanto dispositivi fissi. (8)

  • Vaporizzazione cannabis

    Vaporizzazione cannabis

    3) Impostazioni di temperatura

    Sul mercato è possibile reperire modelli con regolazione di temperatura sia fissa che variabile.

    I secondi solitamente sono i più costosi, ma permettono anche un controllo migliore della temperatura e, quindi, del punto di calore per raggiungere il fitocomposto cercato.

    Questa opzione è pertanto consigliata quando si acquista un vaporizzatore per scopi terapeutici.

    4) Composizione della camera di riscaldamento e bocchino

    E’ importante che l’utente ponga attenzione ai materiali che compongono le parti del vaporizzatore a contatto con il calore, come la camera di riscaldamento ed il bocchino.

    È consigliabile che questi materiali siano inerti e che non reagiscano al calore rilasciando prodotti tossici o alterando il sapore della materia vegetale.

    Sono pertanto da preferire modelli che abbiano una camera di riscaldamento in ceramica oltre che un bocchino e mezzo di collegamento (tra camera di riscaldamento e bocchino) in vetro.

    Alcuni vaporizzatori hanno un elemento che genera calore, come una piccola bobina, nella camera di riscaldamento. Tali vaporizzatori non sono consigliati dato che la bobina, diventando incandescente, avvia una combustione del materiale vegetale in maniera molto simile a quanto succede quando si fuma.

    5) Erbe, estratti ed e-liquids

    La maggior parte dei vaporizzatori sono stati sviluppati per l’uso con piante ed erbe aromatiche, ma la recente popolarità di estratti ed e-liquids hanno spinto i produttori di vaporizzatori ad incorporare nuove caratteristiche ai loro prodotti.

    Nuovi modelli dispongono di contenitori, maglie e tamponi di cotone disegnati per impiegare estratti nei vaporizzatori. Alcuni modelli dispongono inoltre di parti intercambiabili a seconda della tipologia di cannabis (estratto o infiorescenze) che si desidera consumare.

    6) Prezzo

    Il prezzo può essere un fattore importante nel determinare quale modello si acquisterà.

    I modelli fissi sono in genere più costosi che quelli portatili.

    È possibile classificare i vaporizzatori in 3 fasce di prezzo:

    • bassa (sotto i 100 euro)
    • medio (100-200 euro)
    • alta (oltre 200 euro)

Generalmente, a prezzo alto corrisponde un prodotto di maggior qualità, ma questo non sempre è vero. Recentemente nuovi modelli sono stati lanciati a prezzi convenienti, incorporando nuove tecnologie ed opzioni mantenendo un prezzo accessibile.

Con un po’ di ricerca, troverai il prodotto che meglio si adatta alle tue esigenze senza prosciugare i tuoi risparmi.

Il futuro

Il mercato dei vaporizzatori cresce di anno in anno e di pari passo va la loro popolarità, specialmente nel mercato ricreazionale. Le aziende orientate al settore medicinale stanno investendo nella tecnologia dei vaporizzatori ponendo enfasi sulla facilità d’uso, standardizzazione delle dosi e velocità degli effetti. (11,12)

Il futuro sembra brillante dato che le aziende produttrici stanno ascoltando i bisogni dei consumatori e nuovi e migliorati prodotti vengono lanciati ad un ritmo in costante crescita.

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Referenze:

1. Historical and cultural uses of cannabis and the Canadian “marijuana clash”.Leah Spicer, 12 April 2002, Library of the Parliment

2. The Handbook of Cannabis Therapeutics: From Bench to Bedside. Ethan B. Russo,Franjo Grotenhermen, 2014 (p.191)

3. Chemistry and Toxicology of Cigarette Smoke and Biomarkers of Exposure and Harm (How Tobacco Smoke Causes Disease: The Biology and Behavioral Basis for Smoking-Attributable Disease: A Report of the Surgeon General. Page 1, NCI bookshelf.

4. Cannabis Vaporizer Combines Efficient Delivery of THC with Effective Suppression of Pyrolytic Compounds. Gieringer et al. 2004 Journal of Cannabis Therapeutics

5. Cannabis smoke condensate III: The cannabinoid content of vaporised Cannabis sativa. Pomahacova et al. 2009, Inhalation Toxicology

6. Development and pharmacokinetic characterization of pulmonal and intravenous delta-9-tetrahydrocannabinol (THC) in humans. Naef et al. 2004, Journal of Pharmaceutical Sciences

7. Decreased respiratory symptoms in cannabis users who vaporize. Earleywine et al. 2007, Harm reduction journal

8. Pulmonary function in cannabis users: Support for a clinical trial of the vaporizer. Van Dam et al. 2010, International Journal on Drug Policy

9. Metabolic fingerprinting of Cannabis sativa L., cannabinoids and terpenoids for chemotaxonomic and drug standardization purposes. Fischedick et al. 2010, Phytochemistry

10. Medicinal Cannabis: In Vitro Validation of Vaporizers for the Smoke-Free Inhalation of Cannabis. Lanz et al. 2016, Plos One

11. The Pharmacokinetics, Efficacy, Safety, and Ease of Use of a Novel Portable Metered-Dose Cannabis Inhaler in Patients With Chronic Neuropathic Pain: A Phase 1a Study. Eisenberg et al. 2014, Journal of Pain & Palliative Care Pharmacotherapy

12. A protocol for the delivery of cannabidiol (CBD) and combined CBD and Δ9 -tetrahydrocannabinol (THC) by vaporisation. Solowij et al. 2014, BMC Pharmacology and Toxicology

 

Gregor Zorn

Gregor Zorn is a Nutritionist, Biologist and cannabinoid consultant. After discovering the potentials of the Cannabis plant he has used his Biology knowledge to avidly study and comprehend its potential uses in healing and alleviating disease symptoms. He is also a speaker and is on a mission to educate people about the endocannabinoid system and the role phytocannabinoids can have in their lives. He is currently working in Slovenia as a consultant and is the co-owner of Herbeks, a company specializing in cannabinoid products as well as nutritional and herbal consulting.

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